E alla fine…arriva il Milan. Dopo undici anni dall’ultimo trionfo, firmato Max Allegri e Zlatan Ibrahimovic, i rossoneri sono di nuovo campioni d’Italia. Il Diavolo porta a casa lo scudetto all’ultima giornata, dopo un campionato combattuto punto a punto contro i cugini interisti.

Il Milan, che a un certo punto della stagione era parecchio dietro i nerazzurri, ribalta le gerarchie grazie ad un recupero iniziato con la vittoria nel derby di ritorno, decisiva sia per la classifica che per il morale, e vola a prendersi il suo diciannovesimo titolo.

Pioli is on fire

Il calendario asimmetrico

I top players rossoneri

Maldini campione anche dalla scrivania

Valutazione alle stelle per Leao

Pioli is on fire

E se uno dei grandi protagonisti, Ibra, è tornato a Milanello e continua a dare spettacolo in campo e fuori (per informazioni chiedere ai tavoli ribaltati negli spogliatoi del Mapei Stadium), al posto di Allegri stavolta c’è…un Normal One come Stefano Pioli. Il tecnico di Parma ha preso in mano i rossoneri ormai quasi tre anni fa, dopo l’inizio disastroso di Giampaolo.

Pioli al fischio finale di Reggio Emilia!

È stato l’inizio di un processo di costruzione, che ha portato il Milan prima a una splendida cavalcata nella stagione 2020/21, con tanto di ritorno in Champions, e poi a quella conclusa con il tricolore. E dire che neanche troppo tempo fa si dava per certo il suo addio per fare spazio a Rangnick. Ma il tecnico è stato decisamente uno dei valori aggiunti della stagione, con il suo fare tranquillo che ha saputo instillare nei suoi una importante sicurezza.

Tutto…così diverso dal coro che i tifosi rossoneri gli hanno dedicato, l’ormai già celeberrimo “Pioli is on fire”, sulle note di “Freed from Desire”. In realtà però Pioli on fire c’è stato eccome, visto che nel momento in cui una squadra giovanissima si è trovata a puntare all’obiettivo massimo è stato proprio lui, assieme ai senatori come Ibra, a mettere…il fuoco dentro ai suoi e a lanciarli verso un tricolore che è già storia.

Il calendario asimmetrico

La grande novità della stagione, con l’ordine delle partite diverso tra andata e ritorno, sembrava aver preparato qualche trappola di troppo al Milan nella seconda parte del campionato.

Intanto le due sfide contro Juventus e Inter di seguito, anche se intervallate dalla sosta per le nazionali, ma soprattutto un rush finale non certo semplice. Ma proprio il match contro l’Inter, vinto in rimonta in pochi minuti, ha invece regalato ai rossoneri l’entusiasmo necessario a superare gli ostacoli più proibitivi.

Nonostante un paio di frenate (le accoppiate di pari contro Salernitana, Udinese, Bologna e Torino), il Diavolo ha sempre portato a casa i big match che il calendario gli ha proposto nel finale di stagione: le vittorie contro Napoli, Lazio, Fiorentina e Atalanta, il tutto subendo appena due reti nelle ultime 11 giornate, testimoniano che, in barba a un livello di difficoltà maggiore rispetto all’Inter, la squadra di Pioli ha vinto con merito.

Il primo gol al Sassuolo!

In particolare il filotto di 6 vittorie consecutive negli ultimi 540' è davvero clamoroso anche per le scommesse calcio ed in qualsiasi altro momento della stagione davvero impensabile: l'Inter ha lasciato punti in casa all'Atalanta e alla Fiorentina e perso a Roma sotto i colpi di Milinkovic e soci di minoranza; il Milan ha affrontato, una dietro l'altra, queste sfide sulla spinta di un momento unico, di clamorosa forma fisica e mentale!

I top players rossoneri

E per quanto ci siano protagonisti fondamentali (Leao, Tonali, Theo Hernandez, Maignan), è difficile regalare una vera e propria palma del migliore, tifosi a parte, perché quello del Milan 2021/22 è decisamente lo scudetto del gruppo. Lo ha sottolineato anche Ibra nel suo…discorso alla nazione post-Scudetto e lo svedese non parla mai a caso.

Il settore ospite di Reggio Emilia!

Pioli e i suoi sono riusciti nell’impresa anche perché non ci sono stati protagonismi o mugugni da parte di chi è stato schierato meno. E persino le situazioni più complicate, come Romagnoli e Kessiè in scadenza di contratto e senza troppe possibilità di rinnovo, sono state gestite alla perfezione.

Attraverso il lavoro di squadra, dentro e fuori dal campo, i rossoneri hanno superato scogli importanti come l’infortunio di Kjaer e hanno portato a casa il tricolore nonostante non fossero tra i favoriti a inizio stagione.

Maldini campione anche dalla scrivania

Impossibile però non dare parte del merito anche a chi gestisce le cose da dietro una scrivania. Innegabile che il rinascimento rossonero passi attraverso tre figure: Paolo Maldini, Ricky Massara e Ivan Gazidis, non a caso anche loro citati direttamente nel discorso scudetto di Zlatan.

In particolare questo è…l’ennesimo scudetto di Maldini, che però ha un sapore decisamente speciale. Paolo si è rimesso in gioco e da direttore dell’area tecnica ha preso decisioni importanti (come quella sulla permanenza di Pioli, scartando Rangnick) che all’inizio sembravano controproducenti, ma alla fine hanno pagato eccome. E chissà dove si arriverà con i benefici che porterà il nuovo stadio!

Anche la mancata volontà di rinnovare a cifre iperboliche a Donnarumma, Calhanoglu e Kessiè ha avuto la sua ragion d’essere, perché il Milan ora ha una rosa vincente e sostenibile. Merito anche di Massara, che attraverso lo scouting ha pescato calciatori non famosissimi come Kalulu, in procinto di esplodere come Maignan e Leao, o sottovalutati come Theo Hernandez, creando un plusvalore tecnico ed economico per la società che vale tanto quanto lo scudetto appena conquistato.

Un lavoro che porta anche la firma del gruppo Elliott, che ha rilevato il club nel 2018 e lo ha rilanciato nel panorama calcistico tricolore. La figura che emerge di più è quella di Gazidis, amministratore delegato e direttore generale del club, ma nella partita più importante degli ultimi anni si è visto anche Paul Singer, fondatore di Elliott.

Una bella soddisfazione per il fondo americano, che continua le sue valutazioni per una cessione del club, ma che nel frattempo può vantarsi di averlo riportato al top.

Valutazione alle stelle per Leao

Tornando al campo, il gioiello della corona del Diavolo è comunque Rafael Leao. Il suo acquisto per quasi 30 milioni dal Lille è sembrato un azzardo, vista la giovane età e il contenzioso in atto con lo Sporting Lisbona, ma la mossa dei rossoneri ha funzionato in pieno.

Le sue 11 reti in campionato, condite da 10 assist, sono state fondamentali soprattutto perché arrivate in match pesantissimi ed equilibratissimissimi nella lavagna delle scommesse. E adesso il classe 1999 si è trasformato anche in un asset importantissimo a livello economico.

Leao in percussione all'Olimpico!

La valutazione del portoghese è attualmente salita a circa 100 milioni di euro, ma le richieste del Milan, blindato da un contratto fino al 2024, potrebbero essere anche più alte. I ben informati parlano addirittura di una clausola sull’accordo da 150 milioni di euro, cifra su cui stanno ragionando alcuni club di Premier League affascinati dal talento del lusitano.

Un affare così pesante sconquasserebbe decisamente la classifica dei maggiori incassi della storia rossonera...

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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