Non sarà il Brasile, presente a tutte le edizioni della Coppa del Mondo e quattro volte vincitore della competizione, ma anche l’Italia quando si parla di Mondiali si difende bene. Gli Azzurri sono mancati solamente tre volte, nel 1930 per questioni logistiche (l’Uruguay era troppo complicato da raggiungere) e nel 1958 e nel 2018 per mancata qualificazione.

La Coppa Rimet del 1934 in Italia

Il bis Mondiale in Francia nel 1938

Pablito e Spagna '82

Sei la Nazionale del 2006!

Ma spesso la nazionale tricolore ha fatto bene, come dimostrano le quattro stelle sul petto. Considerando che l’Italia è arrivata in finale sei volte e ha vinto per quattro, non c’è decisamente da lamentarsi. Ma come sono andati i mondiali vinti dall’Italia?

La Coppa Rimet del 1934 in Italia

Il primo, quello del 1934, è quello casalingo. Si gioca proprio nel Belpaese, anche se l’essere la nazione ospitante non garantisce la partecipazione. Nelle qualificazioni gli Azzurri devono affrontare la Grecia, che viene regolata per 4-0 all’andata e al ritorno non si presenta. All’epoca la fase finale non è a gruppi, ma semplicemente a eliminazione diretta. Dunque, il cammino della squadra di Vittorio Pozzo verso la finalissima di Roma è fatto di tre tappe.

La prima è la più semplice di tutte, perché l’Italia fa il suo esordio mondiale il 27 maggio 1934 negli ottavi di finale contro gli Stati Uniti. Gli americani sono poca cosa e vengono schiantati con un perentorio 7-1 grazie a una tripletta di Schiavio e a una doppietta dell’oriundo Orsi.

Più complicati i quarti, visto che davanti c’è la Spagna di Zamora. La partita è dura, durissima e i giornali di tutto il mondo non fanno nulla per nasconderlo. Ma un vincitore non c’è, perché dopo i supplementari, tra calci e polemiche, si resta sul risultato di 1-1. È necessaria la ripetizione, che il celebre portiere spagnolo non giocherà, forse per infortunio, forse per protesta. E alla fine hanno la meglio gli azzurri con un gol di Meazza.

La semifinale mette di fronte all’Italia forse l’avversario più pericoloso: l’Austria, il Wunderteam di Hugo Meisl e di Mathias Sindelar. La partita è molto complicata, ma alla fine basta un contestato gol di Guaita per arrivare all’ultimo atto.

A Roma c’è la Cecoslovacchia, altra rappresentante del calcio danubiano. Al minuto 71, lo stadio nazionale del PNF viene ammutolito da Puč, che segna il vantaggio cecoslovacco, ma a pochi minuti dalla fine ci pensa Orsi a spedire la partita ai supplementari. E all’overtime bastano cinque minuti a Schiavio per segnare la rete che regala la prima Coppa Rimet all’Italia.

Il bis Mondiale in Francia nel 1938

Quattro anni dopo, in Francia, l’Italia si presenta da detentrice e da favorita, ma anche da ospite sgradito. La situazione politica crea attorno alla squadra di Pozzo un ambiente ostile, che si evidenzia a partire dal primo match, quello con la Norvegia a Marsiglia. Il saluto romano viene accolto da una selva di fischi e la partita, che dovrebbe essere semplice, si complica parecchio.

L’Italia va in vantaggio con Ferraris, ma la Norvegia prima pareggia e poi si vede annullare il gol vittoria. Si arriva ai supplementari, con Piola che risolve la pratica.

La partita successiva, dal punto di vista ambientale, è anche peggiore. Si gioca a Colombes contro la Francia padrona di casa e gli Azzurri, su ordine di Mussolini arrabbiato per i fischi con la Norvegia, scendono in campo con un completo totalmente nero. Il primo tempo finisce 1-1, ma nella ripresa è il solito Piola con una doppietta a spedire l’Italia in semifinale.

Ad attenderla c’è un vero e proprio spauracchio, il Brasile di Leônidas. Che però non scende in campo, visto che i verdeoro sono totalmente convinti di vincere, al punto da far riposare alcuni dei migliori e di aver già prenotato l’albergo a Parigi per la finale. Non andrà così, perché a giocarsi la Coppa Rimet ci va l’Italia, che nella ripresa passa in vantaggio con Colaussi e chiude i conti con il celebre rigore di Meazza, che Peppin calcia tenendosi i calzoncini a cui si era appena rotto l’elastico, rendendo inutile il gol brasiliano del 2-1.

In finale c’è l’ennesima squadra danubiana, l’Ungheria, che ha fatto un ottimo percorso guidata da Alfréd Schaffer, futuro allenatore anche in Italia. Il match però è quasi a senso unico. Nei primi minuti le squadre si colpiscono a vicenda, ma l’Italia va all’intervallo sul 3-1. I magiari accorciano al minuto 70, ma il secondo gol nel match di Piola chiude i conti e la Coppa resta in Italia.

Pablito e Spagna '82

Ci vorranno oltre quarant’anni per vincere di nuovo. E dire che l’Italia di Bearzot si presenta ai mondiali del 1982 in Spagna in condizioni non proprio ottimali, tra una forma pessima ed alcune convocazioni (come quella di Paolo Rossi, reduce dalla squalifica) parecchio contestate. La base della formazione capitana da Zoff è ottima, come aveva dimostrato il Mondiale precedente in Argentina e nel 1982 il campionato è equilibrato e pieno di giocatori italiani di talento come testimoniano i titoli di capocannonieri per le quote scommesse Serie A.

Il primo girone conferma i timori: gli Azzurri passano per miracolo, grazie ai gol fatti dopo tre scialbi pareggi (0-0 con la Polonia, 1-1 con Perù e Camerun). Le critiche sono così feroci che la squadra decide per il primo storico silenzio stampa.

La marcatura su Diego in Spagna!

Il sorteggio del secondo girone fa paura, perché ci sono l’Argentina di Maradona e il Brasile di Falcao, Zico e Socrates. Ma in quelle due partite arriva il miracolo inatteso. L’Italia si sveglia e regola l’Albiceleste per 2-1.

Il match con il Brasile è quindi decisivo. Alla Seleçao basta il pareggio, ma i verdeoro vogliono stravincere. Peccato che non abbiano fatto i conti con Paolo Rossi. Pablito, fino a quel momento evanescente, esplode. Segna il gol del’1-0, poi pareggiato da Socrates. Poi fa anche il 2-1, che nel secondo tempo viene reso inutile da Falcao. E infine segna il gol del 3-2, che qualifica gli Azzurri alla semifinale.

Il gol di Pablito!

Di fronte c’è la Polonia, già affrontata nel girone, ma con un Rossi in stato di grazia, nulla è precluso. Pablito segna una doppietta e l’Italia torna in finale 12 anni dopo la sconfitta con il Brasile a Messico ’70.

A Madrid c’è la Germania Ovest e la partita è subito complicata. Graziani esce per infortunio dopo sette minuti e Cabrini verso il quarto d’ora sbaglia un calcio di rigore. Ma è destino che si sventoli il tricolore: il vantaggio è del solito Rossi, rapace in area avversaria, il 2-0 è il celeberrimo tiro dal limite di Tardelli (con tanto di urlo che passa alla storia) e il 3-0 di Altobelli rende totalmente inutile il gol di Breitner due minuti dopo. L’Italia è campione del mondo per la terza volta.

Sei la Nazionale del 2006!

L’ultimo trionfo è quello più recente, nel 2006 in Germania. Anche in quel caso l’Italia si presenta in un momento complicato: Calciopoli si è appena abbattuta sulla Serie A e l’atmosfera alla partenza non è delle migliori.

Ma ci pensa la squadra di Lippi a far dimenticare cosa sta succedendo in patria. Nel girone gli Azzurri battono il Ghana (2-1), pareggiano con gli USA (1-1) e vincono con la Repubblica Ceca (2-0).

Gli ottavi di finale con l’Australia sono uno scoglio durissimo: in dieci per l’espulsione di Materazzi, all’Italia serve un rigore realizzato a tempo scaduto per avere la meglio sugli avversari.

Molto più semplice il quarto di finale contro l’Ucraina, regolata con un netto 3-0. In semifinale c’è la Germania padrona di casa, che trascina gli azzurri ai supplementari. L’uno-due firmato Grosso-Del Piero a pochi minuti dalla fine spedisce gli Azzurri, sfavoriti per le scommesse Italia, a Berlino.

Il gol di Del Piero alla Germania

Di fronte c’è la Francia, per la vendetta di Euro 2000. Le cose si mettono male quando Zidane porta avanti i transalpini su rigore, ma ci pensa Materazzi a ristabilire la parità. Si arriva ai supplementari, quando Zizou dà una testata a Matrix e vede il rosso.

L'esultanza di Grosso!

Ai rigori sbaglia Trezeguet e Grosso diventa ancora di più eroe nazionale rendendo il cielo ancora più azzurro sopra Berlino.

In attesa magari di arrivare in Qatar…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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