I ritmi pazzeschi del calcio, soprattutto nella stagione della Coppa del Mondo a novembre, fanno sì che la nuova Serie A sia già pronta ai nastri di partenza. E ogni stagione regala le sue novità, in campo e fuori.

Calciatori che fanno il grande salto, allenatori che si mettono alla prova ai massimi livelli, ma anche e soprattutto proprietà che finora hanno lottato tra i cadetti e che ora devono affrontare la sfida di riuscire a rimanere nel calcio dei grandi. 

Il Monza della coppia di platino

Il Lecce ed i suoi imprenditori

Corvino Re del mercato

La Cremonese di Giovanni Arvedi

Braida garanzia per la Cremonese

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Il Monza della coppia di platino

Da questo punto di vista, certamente il nome più altisonante arriva dal Monza. La massima categoria per la stagione 2021/22 vede la prima esperienza in A dei brianzoli, che dopo 110 anni riescono finalmente ad aggiungersi al novero delle squadre lombarde con almeno una stagione in vetta alla piramide calcistica italiana.

Dietro al progetto biancorosso da qualche anno c’è la Fininvest di Silvio Berlusconi che, aiutato dal fido Adriano Galliani, ha deciso di tentare di rendere il Monza un grande club, seguendo le orme di quanto fatto ormai quasi quarant’anni fa con il Milan.

Se c’è una proprietà neopromossa che sa come si fa a fare bene, anzi, benissimo, di certo è quella del club brianzolo: il Monza è già considerato dalla quote Serie A una spanna sopra alle compagini in lotta per la salvezza! 

Il Lecce ed i suoi imprenditori

Ma Berlusconi non è certamente l’unico che conosce l’ambiente della massima serie, anzi. La promozione del Lecce, che torna dunque in A dopo l’ultima esperienza, quella della stagione 2019/20, vede anche il ritorno in grande stile del gruppo di imprenditori guidato da Saverio Sticchi Damiani.

Leccese purosangue, il numero uno giallorosso è un avvocato che, tra le altre cose, si occupa anche di diritto sportivo ed è diventato il leader della cordata di soci che nel 2015 ha rilevato il club, all’epoca bloccato in Serie C dopo la doppia retrocessione del 2012, la prima sul campo e la seconda per illecito sportivo. Se l’obiettivo era quello di riportare i salentini dove il blasone giallorosso prevede, è stato ampiamente centrato. 

Un gol del Lecce in Coppa Italia!

La lunga permanenza in C è terminata nel 2018, ma non è bastato al club di Sticchi Damiani, che nel 2019 è riuscito nel più classico dei doppi salti, ottenendo anche la promozione in Serie A.

La stagione nella massima categoria è finita con la retrocessione con una giornata di anticipo, ma quel Lecce, guidato da Fabio Liverani si è giocato il suo destino con onore, dimostrando che la società era strutturata in modo da poter competere anche tra i grandi.

Corvino Re del mercato

Non sorprende dunque che al secondo tentativo i giallorossi siano riusciti di nuovo a risalire, vincendo uno dei campionati di B più tirati di sempre. Il tutto anche grazie al mercato giallorosso, studiato da una vera e propria leggenda del calcio leccese, ovvero Pantaleo Corvino. 

La società ha deciso di far tornare a “casa” il talent scout di Vernole, che a cavallo tra la fine del secondo millennio e l’inizio del terzo aveva contribuito non poco alle fortune dei pugliesi, che per anni sono stati protagonisti in A. Anzi, la sua capacità di scovare talenti, soprattutto nei Balcani, ha portato in maglia giallorossa future stelle come Valeri Bojinov, Mirko Vučinić e Cristian Ledesma.

Ledesma contro il suo Lecce

Il suo ritorno nell’estate 2020, subito dopo l’ultima retrocessione, ha rappresentato l’inizio di un nuovo corso societario. Il mix tra giovani talenti (Liam Henderson, Morten Hjulmand, John Björkengren, Gabriel Strefezza) e calciatori di esperienza comprovata (come Massimo Coda, Fabio Lucioni o il portiere brasiliano Gabriel) ha funzionato alla grande.

Così come sta funzionando la comunicazione del club, gestita dallo stesso Sticchi Damiani, che è riuscito a rinforzare ulteriormente il legame tra la città e il Lecce, creando una comunione di intenti e una coesione che certamente possono aiutare i giallorossi in una stagione di Serie A che si prospetta complicata per le neopromosse.

La Cremonese di Giovanni Arvedi

Sarà invece la prima esperienza in Serie A per…l’altro Cavaliere, Giovanni Arvedi. L’imprenditore siderurgico nato proprio a Cremona ha rilevato la Cremonese nel 2007, in un momento di enormi difficoltà finanziarie.

Per i grigiorossi sono stati anni complicati, ma la progettualità della proprietà è riuscita a far sì che le casse del club tornassero in uno stato positivo e che i risultati dal punto di vista sportivo non ne risentissero.

Anzi, la parola d’ordine è stata “continuità”, considerando che prima ci sono stati dieci anni in Serie C senza mai scendere al di sotto della metà della classifica e che poi, una volta raggiunta la promozione in B nel 2017, la Cremonese non ha mai rischiato il ritorno nella terza categoria.

E quando, grazie all’appassionante campionato 2021/22 ha avuto la possibilità di centrare il bersaglio grosso, il club lombardo non se l’è fatto dire due volte, raggiungendo un ritorno in A atteso ormai…dallo scorso millennio, considerando che l’ultima stagione tra i grandi risaliva ormai al lontano 1995/96.

Il lavoro della proprietà della Cremonese si è basato su scelte di mercato oculate (in particolare prestiti dalle big e arrivi a costo zero di calciatori di esperienza), ma anche sulla valorizzazione di uno degli elementi fondativi del club, ovvero il vivaio.

Nel corso dei decenni tantissimi calciatori che sono arrivati ai massimi livelli sono cresciuti indossando la gloriosa maglia della Cremonese. Basterebbero i nomi di Gianluca Vialli, Antonio Cabrini e Attilio Lombardo per capire quanto le giovanili grigiorosse siano state importanti per il calcio italiano.

Dunque, una delle prime attività su cui si è concentrata la proprietà è stata proprio quella di creare un centro sportivo all’avanguardia, che è stato inaugurato nel 2011 ed è intitolato al presidente Arvedi, in cui far crescere le promesse di domani. Non solo giovani, però, perché nel calcio moderno serve anche un impianto di proprietà.

E il Cavalier Arvedi si è mosso anche in questo senso, acquistando per 99 anni il Giovanni Zini dal Comune di Cremona, potendo così immaginare anche uno sviluppo economico grazie allo stadio: violare il catino di Valeri e compagni non sarà uno scherzo per nessuno e la doppia chance 1X un'opzione da tenere seriamente in considerazione per le scommesse online!

Radu a Cremona per il rilancio personale!

Braida garanzia per la Cremonese

Anche in questo caso, la gestione sportiva a livello dirigenziale è stata affidata a una vera e propria leggenda.

Il consigliere strategico del club è infatti Ariedo Braida, che assieme a Berlusconi e a Galliani ha costruito il Grande Milan e che con la sua conoscenza del calcio mondiale è stato anche uno dei responsabili del mercato del Barcellona.

Proprio lui, ironia della sorte, rappresenta l’esperienza nel come affrontare la massima serie, visto che né la presidenza né il tecnico Massimiliano Alvini hanno mai frequentato certi lidi. Ma visti i due passaggi in C e in B, una cosa è certa: la Cremonese è stata costruita per restare dov’è.

All’insegna di un progetto che parla di sostenibilità e di continuità.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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