Ecclettico è forse il termine che lo descrive meglio se consideriamo la sua vita lontano dal campo. 
Quel prato verde in cui Ian si sentiva sicuramente a suo agio e può tranquillamente essere definito un attaccante che spaccava le porte, spesso e volentieri, però, accarezzandole con la sua grande tecnica. 
Non male il suo biglietto da visita, il codice fiscale di un attaccante, ovvero il numero dei gol: 387 in 581 partite in carriera. 

 

Se proprio dobbiamo giudicare Ian Wright anche dalla score di segnature, allora diventa più interessante contare quanti ne abbia realizzati cogliendo i portieri avversari fuori dai pali con pallonetti di ogni genere e da ogni posizione. 

Oggi è commentatore tecnico, presentatore e show man. Protagonista mediatico con le sue interviste sul profilo Instagram, una su tutte per noi quella con Lukaku.
Nel 1993 è il cantante della canzone Do The Right Thing scritta da Chris Lowe e Pet Shop Boys. 

 

Non siete convinti della definizione di eclettico? Bene, proviamo con iconico. Nonostante Wright abbia giocato gran parte della sua carriera in due squadre, Crystal Palace e Arsenal, il decalogo delle squadre in cui ha militato è proprio un inno all’iconicità: oltre ai Gunners del double del 1998, Wright ha militato nel West Ham, nel Nottingham Forest e nel Celtic. 

L'inizio

Tutto ciò dai 23 anni in su, perché è a quell’età che Ian inizia a giocare con i “professionisti”, in League Two col Palace che lo preleva dai semi pro del Greenwich Borough, piccolo club del sud est di Londra. 

Prima di allora Wright alternava gol e lavoretti da imbianchino e muratore. 

L’Arsenal è però nel suo destino, una sorte che lo trascinerà fino ai Gunners come una forza motrice più forte di tutti i disagi e gli ostacoli che hanno contraddistinto la sua adolescenza: Ian Wright nasce a Wolwich, il posto in cui sorge la Royal Arsenal, l’armeria che ha dato il nome al club londinese. 

Una storia affascinante, degna di essere raccontata, parola di chi di numeri 8 se ne intende. Sì, perché Ian Wright è stato il numero 8 dell’Arsenal forse più bello di sempre, anche per le scommesse sportive ma nella nazionale inglese indossava un'altra casacca, perché lì la numero 8 era destinata a un certo Paul Gascoigne

*Il testo dell'articolo è di Luigi Di Maso, responsabile editoriale di Social Media Soccer. La foto di Santiago Lyon (AP Photo) immortala un duello tra Julio Salinas e Gareth Southgate, attuale allenatore della Nazionale di Ian Wright!

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