A prima vista, il calcio sembra uno sport semplice, a partire dai nomi dei ruoli. Il portiere para, i difensori difendono, gli attaccanti attaccano e i centrocampisti… danno una mano un po’ a tutti, nelle due fasi di gioco.

Il portiere regista

Il difensore centrale tocca più palloni

Da centrocampista a tuttocampista

Gli esterni nel calcio

Il centravanti non solo finalizzatore

Quanto conta il cervello in campo

Un ragionamento che però forse ha funzionato esclusivamente nei primi cinquant’anni della storia di questo sport, quando le principali differenze tattiche erano rappresentate dal gioco di passaggi tanto caro agli scozzesi e da quello molto più fisico all’inglese. Poi però il pallone è cambiato e anche i singoli ruoli si sono evoluti. Al punto che ormai le vecchie etichette, legate alla posizione in campo, sono diventate in alcuni casi davvero obsolete...

Il portiere regista

Persino l'estremo difensore, che in fondo ha un compito molto più preciso degli altri colleghi, non è più il semplice l’estremo difensore di una volta. Per molti tecnici è anche il primo attaccante, incaricato della costruzione del gioco dal basso.

Reina inizia l'azione d'attacco

E poi negli ultimi decenni è nato il portiere-libero, la cui posizione media non è più all’interno della sua area di rigore, ma parecchio più avanti, con il compito di anticipare gli attaccanti che sfuggono a tentativi di fuorigioco con linee difensive sempre più alte.

Il difensore centrale tocca più palloni

A proposito della difesa, quando si giocava con il 2-3-5 c’erano due semplici difensori. Poi Chapman elabora la difesa a tre e, ancora, la scuola danubiana aggiunge addirittura un altro calciatore alla retroguardia, bisogna cominciare a fare qualche differenza.

Dunque, gli esterni di una difesa diventano i terzini e gli altri, neanche a dirlo…i centrali. Per entrambi però arriveranno parecchie evoluzioni. I terzini una volta erano semplici marcatori, che si occupavano di coprire gli attaccanti avversari. Questo tipo di esterni ora è conosciuto come terzino “bloccato”, a differenza del “fluidificante”, che invece ha compiti parecchio offensivi.

Al centro invece si è sviluppata una differenza tra il centrale di marcatura e quello di copertura, con il primo che si occupa del centravanti e il secondo incaricato di controllare gli inserimenti altrui. Un po’ in disuso ma sempre nel cuore degli appassionati è invece il libero, che come suggerisce il nome era svincolato da compiti di marcatura, giocava qualche metro dietro alla linea e doveva gestire la difesa ed intervenire, raddoppiando, su chi sfuggiva ai compagni di reparto.

Il gol di Bonucci in finale a Wembley!

L’impossibilità di attuare il fuorigioco, però, ha reso quello del libero un ruolo quasi anacronistico e i suoi vecchi compiti ora se li dividono le nuove tipologie di difensori (come il centrale di impostazione) e persino il portiere.

Evidenziamo come nel calcio attuale, nella durata dei 90 minuti di gioco, il difensore centrale è quello che tocca più palloni nella partita.

Da centrocampista a tuttocampista

Ma se c’è un settore del campo dove i ruoli sono molteplici, a volte intercambiabili e spesso forieri di confusione, quello è il centrocampo. Non è raro vedere due squadre giocare con lo stesso modulo, ma con centrocampisti con compiti totalmente diversi da loro. Ed è meglio partire dalla posizione in campo per evitare confusione.

Rispetto a quando giocavano tutti in linea, ora come ora i centrocampisti centrali si possono piazzare idealmente in tre zone: davanti alla difesa, nel bel mezzo del modulo e nella trequarti.

Chi va a fare compagnia ai difensori è spesso un mediano, con compiti quasi esclusivamente difensivi e di supporto, e meno di frequente un regista arretrato, che fa partire l’azione della squadra.

Il regista però può anche giocare nel mezzo del campo e se contribuisce anche alla fase difensiva viene più comunemente detto centrale: occhio ai cartellini gialli prima di effettuare le scommesse sportive online!

In moduli che prevedono tre centrali di centrocampo, i due che sono accanto al centrale (o davanti al mediano/regista arretrato) sono le mezzali, che svolgono il ruolo più dinamico.

Manuel Locatelli, tuttocampista di Juventus e Nazionale!

Il fatto che gli inglesi definiscano questo calciatore box-to-box, ovvero “da un’area all’altra” rende bene l’idea di quali siano i compiti richiesti. E poi c’è il trequartista, il centrocampista più offensivo, che si piazza tra la difesa e il centrocampo avversario con il compito di orchestrare l’azione delle punte con passaggi illuminanti o, in una versione più moderna, di inserirsi senza palla e offrire opzioni di scarico ai compagni.

Gli esterni nel calcio

L’evoluzione principale a centrocampo però ce l’hanno certamente avuta gli esterni. Che nei primi moduli non esistevano neanche, ma che pian piano sono diventati fondamentali, soprattutto visto il successo del 4-4-2 a partire dagli anni Sessanta.

All’epoca si parlava di ali, anche loro già un evoluzione degli esterni d’attacco.

Il centrocampista esterno, che qualcuno chiamava “ala tornante” aveva il compito di allargarsi sui lati del campo e arrivare sul fondo, per sfornare cross per gli attaccanti tra un dribbling fulmineo e un dribbling ubriacante.

Leao, straordinario sulla fascia sinistra!

Ora come ora, di esterni di centrocampo veri e propri non ce ne sono quasi più, se non quelli delle difese a tre.

I celebri “quinti” (che si chiamano così presupponendo un 3-5-2) o meglio ancora “terzini a tutta fascia” sono calciatori che giocano in sistemi che non prevedono esterni offensivi e che all’occorrenza diventano due difensori o due attaccanti in più, ma senza allargarsi ulteriormente, anzi, preferendo accentrarsi per chiudere verso la porta palloni che arrivano dal collega che gioca sull'altra fascia: Gosens e gli altri sono sempre ottime opzioni come primi marcatori per le quote calcio!

Il centravanti non solo finalizzatore

Le buone vecchie ali ora sono…esterni offensivi, come quelli delle formazioni di un tempo, ma senza (quasi) mai accompagnare più di un centravanti.

Centravanti che ha subito, come esaminato per la maglia 9 Azzurra anche lui parecchie mutazioni da quando esistevano l’ariete, l’attaccante fisicamente straripante che colpiva con la forza, e il bomber da area di rigore, quello con il fiuto del gol che gli permette di essere sempre al posto giusto al momento giusto.

Negli anni cinquanta nasce il centravanti di manovra, che arretra attirando il marcatore e aprendo spazio per i colleghi di reparto. Ora poi c’è il centravanti moderno, il cui compito è anche e soprattutto pressare gli avversari appena prendono palla, per permettere recuperi e capovolgimenti di fronte immediati.

Ferran Torres, gioiello spagnolo del City!

Meno frequente l’utilizzo della seconda punta, le cui caratteristiche da calciatore che svariava su tutto il fronte d’attacco sono state assorbite in parte dal falso nueve, altra interpretazione del ruolo molto in voga che richiede un calciatore dall’alto tasso tecnico e una buona finalizzazione, in parte dal trequartista.

Quanto conta il cervello in campo

E poi? E poi il calcio continua a cambiare e nascono sempre più interpretazioni dei ruoli “classici”, ma anche tipologie di calciatori difficilmente catalogabili con le vecchie metodologie. Come il raumdeuter, che in tedesco significa il cercatore di spazi, un calciatore che gioca prevalentemente senza il pallone e che è specialista negli inserimenti.

Muller, cervello di Bayern e Germania!

Come Thomas Müller, che ha coniato il termine e che è, ovviamente, il miglior interprete del ruolo, e, probabilmente, il calciatore più intelligente del mondo in campo. Ma l’evoluzione porterà sempre nuove idee tattiche. Perché una cosa da 150 anni a questa parte è cambiata in maniera irreversibile: la tecnica, da sola, non basta davvero più.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

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