La normativa FIGC che permette ai grandi club di acquisire società femminili ha permesso di…regolarizzare una situazione che nel corso dei decenni ha creato un po’ di confusione. Sono infatti esistite parecchie società di calcio femminile che hanno mutuato sia il nome che i colori sociali dal Milan.

Il Milan Women nasce nel 2018

La campagna acquisti del Milan femminile

Le regole per gli stipendi delle calciatrici

Valentina Giacinti volto Adidas

In principio fu l’Associazione Calcio Femminile Milan negli anni Sessanta, poi c’è stato un club con lo stesso nome fondato nel 1982 e nel 2013 è nata la Football Milan Ladies. Nessuna di queste società, però, nonostante l’evidente richiamo al Diavolo, ha mai avuto un vero legame con il Milan maschile. 

 

Il Milan Women nasce nel 2018

Problema risolto nel 2018 con la nascita della squadra femminile ufficiale del club, nota anche come Milan Women. Una società che, visto il nome che porta e il palmares dei colleghi uomini, ha parecchio da dimostrare a livello italiano e internazionale. Le rossonere finora…ci hanno provato, non riuscendo però mai a imporsi. Le prime tre stagioni in Serie A hanno mostrato una certa continuità di rendimento, considerando che sono arrivati due terzi posti e un secondo (nella scorsa stagione).

Anche in Coppa Italia le prestazioni sono buone, ma il massimo risultato è stata la finale dell’edizione 2020/21, persa ai rigori contro la Roma. A guidare le ragazze del Milan finora ci sono stati due…bomber di razza. La prima stagione ha visto in carica Carolina Morace, primatista di reti nella storia della nazionale femminile, che nel 2019 ha però lasciato il posto a Maurizio Ganz, storico bomber dell’Atalanta, dell’Inter e proprio del Milan, con quel gol alla Samp che avrebbe sbancato le scommesse live nel '99, che ha portato la squadra a lottare per lo scudetto e a provare a portare a casa anche la Coppa Italia.

L'esultanza delle rossonere!

La campagna acquisti del Milan femminile

Nel corso delle stagioni in Serie A, non sono mancati i movimenti di mercato in casa Milan. Quando nel 2018 il club ha acquistato il titolo sportivo del Brescia Femminile, è stato logico ripartire proprio dalle calciatrici che erano state nella società lombarda fino alla stagione precedenti. Di quel Brescia sono infatti state confermate parecchie giocatrici importanti, come il portiere romeno Camelia Ceasar, la portoghese Monica Mendes, le azzurre Laura Fusetti, Manuela Gugliano, Valentina Giacinti e Valentina Bergamaschi.

In puro stile Milan, non sono mancati gli acquisti di grido, come Linda Tucceri Cimini o due talenti dal Sudamerica, la colombiana Lady Andrade e la brasiliana Thaisa Moreno. Nella stagione successiva si sono aggiunti altri nomi importanti, come quello della slovena Dominika Čonč o dell’australiana Refiloe Jane, mentre il mercato 2020/21 ha portato al Milan anche l’inglese Natasha Dowie, la francese Laura Agard e persino la giapponese Yui Hasegawa. Gli arrivi più celebri del mercato 2021, invece, sono quelli di Laura Giuliani, portiere della nazionale ex Juventus, e Linsdey Thomas, strappata alla Roma. 

Laura Giuliani

Le regole per gli stipendi delle calciatrici

Certo, la mancanza della possibilità di offrire alle calciatrici accordi per un massimo di tre stagioni ha portato a varie rivoluzioni, come dimostra la rosa attuale del club, che non vede più molti degli acquisti degli anni passati. Non che manchino le stelle al Milan, perché nelle ultime convocazioni del CT Milena Bertolini per le ultime partite della nazionale c’erano tre calciatrici di Ganz (Giuliani, Bergamaschi e Giacinti), ma tante altre rossonere hanno in vari momenti indossato la maglia azzurra.

Per quanto però le giocatrici del Milan possano essere celebri e dall’altissimo valore tecnico, la scure del dilettantismo si abbatte sulla società lombarda esattamente come su tutte le altre.

Per le calciatrici, in attesa del tanto agognato passaggio al professionismo (previsto, nella Riforma dello sport, per la stagione 2022/23), valgono ancora i massimi salariali che ogni appassionato di calcio femminile ha imparato purtroppo a conoscere. I club hanno la possibilità di offrire accordi che non superino la retribuzione annuale di 30658 euro, da riconoscere in mensilità uguali tra loro e corredate da una serie di bonus e indennità che però non superano i 1000 euro al mese. Dunque, le top player rossonere (e non solo loro) al massimo guadagnano 40mila euro a stagione, che, beffa delle beffe, sono anche lordi.

Di certo, uno shock per le tante calciatrici che vengono dall’estero, spesso e volentieri da nazioni in cui c’è il professionismo e le retribuzioni sono più alte. Ma anche per le giocatrici italiane che nel corso della loro carriera, proprio per la situazione italiana e la difficoltà di uscire dall’ambito dilettantistico, sono andate a giocare fuori dai confini tricolori.

L'esultanza della Giacinti!

Valentina Giacinti volto Adidas

Nel Milan è il caso di due delle tre stelle italiane del club. Laura Giuliani, una volta mostrate le sue qualità, si è trasferita in Germania dove ha giocato in diversi club, prima di cedere alle lusinghe della Juventus e poi di accettare la nuova sfida coi colori rossoneri.

Ma anche Valentina Bergamaschi ha avuto la sua esperienza all’estero. L’attuale capitano della squadra (dopo che Valentina Giacinti ha portato la fascia dal 2019 al 2021) ha infatti giocato in Svizzera, dove ha vinto il campionato ed è stata capocannoniere con la maglia del Neunkirch. Insomma, le calciatrici sanno che giocare nella Serie A, almeno finché non cambierà la situazione, significa fare sacrifici dal punto di vista economico.

Uno dei gol della Giacinti al derby!

Ma per loro fortuna, esistono diversi modi per aumentare gli introiti, riuscendo così a bypassare i limiti imposti a livello federale.

L’aumento dell'interesse per il calcio femminile sta aiutando molto le calciatrici, che al pari dei colleghi maschi cominciano ad avere sempre più importanza dal punto di vista degli sponsor, tecnici ma non solo. Impossibile non pensare proprio a Valentina Giacinti, tre volte capocannoniere della Serie A da favorita per le scommesse, ma anche testimonial dell’Adidas e dell’azienda francese Lierac, che si occupa di dermocosmetica, assieme alle compagne di nazionale Barbara Bonansea e Alia Guagni, ma anche alle pallavoliste Miriam Sylla, Monica De Gennaro e Cristina Chirichella.

Proprio l’associazione alle stelle del volley femminile, disciplina che certamente gode per il momento di un’audience maggiore rispetto al calcio delle donne, fa capire quanti passi avanti siano stati fatti nella percezione della disciplina nell’ultimo periodo. E nonostante al momento non siano molte le calciatrici del Milan (a differenza delle colleghe juventine) a finire nel mirino delle aziende per fare da testimonial, il futuro non può che essere roseo anche da questo punto di vista. E poi, quando ci sarà il professionismo, anche per il conto in banca sarà tutta un’altra storia.

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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