Lo sport all’aperto è bello e salutare, ma come si fa quando le condizioni meteo non permettono di fare tranquillamente attività sportiva? Questo, più o meno, è quello che si è chiesto il professor James Naismith quando, all’inizio degli anni Novanta del XIX secolo, a Springfield, Massachusetts, ha buttato giù le regole per un nuovo sport.

La prima National Basketball League

La diffusione globale del basket

L'organizzazione dei campionati

La fusione tra ABA e NBA

La Lega più amata

La disciplina da lui creata prevedeva la possibilità di giocare al chiuso avendo a disposizione poche semplici cose: un campo ben delimitato, un pallone e un cesto per la raccolta delle pesche. Le 13 semplice regole imposte dal professore canadese prendono piede e con qualche modifica il nuovo sport si impone. Ma come chiamarlo? Qualcuno suggerisce “il gioco di Naismith”, ma il suo stesso creatore ha idee diverse: ci sono un pallone e un canestro, perché non chiamarlo…pallacanestro?

La prima National Basketball League

E infatti già a fine Ottocento si fa un gran parlare di questo basketball, soprattutto negli Stati Uniti, dove nascono immediatamente i primi campionati; la National Basketball League nasce nel 1898 e dura fino al 1904, quando viene abbandonata. Continua però a crescere il numero di tornei locali, regionali e scolastici, con una crescita del nuovo sport che è vertiginosa.

La dimostrazione arriva dal fatto che già prima della Prima Guerra Mondiale si gioca a basket anche in Europa, con il primo match intercontinentale tra una squadra americana della YMCA e un team russo di San Pietroburgo. Gli europei, del resto, avevano visto la pallacanestro come evento dimostrativo ai Giochi Olimpici del 1904 di Saint Louis e avevano cominciato ad appassionarsi.

La diffusione globale del basket

Ma esattamente come avviene con la pallavolo, la chiave di volta per il successo globale del basket è la Grande Guerra. L’esercito americano che comincia ad affluire in Europa porta con sé decine di migliaia di palloni da pallacanestro, che intrattengono gli statunitensi ma anche gli alleati.

E quindi a partire dal primo dopoguerra la diffusione del basket è davvero globale. La FIP, Federazione Italiana Pallacanestro, nasce nel 1921 ed è una delle federazioni che nel 1932 si riuniscono per dare vita alla FIBA, la federazione internazionale.

La popolarità del basket in Europa è talmente enorme che nel 1935 vengono organizzati i primi campionati europei, mentre nel 1936 si vede per la prima volta ufficialmente la pallacanestro ai Giochi Olimpici a Berlino, con la vittoria degli Stati Uniti ma soprattutto il professor Naismith, che era stato nominato presidente ad honorem della FIBA, ad avere l’onore di lanciare la prima palla a due a cinque cerchi.

L'organizzazione dei campionati

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, complice il nuovo grande afflusso di truppe statunitensi in Europa, il basket decolla definitivamente. A contribuire e non poco alla sua diffusione nel Vecchio Continente sono la nascita dei campionati del mondo (1950) e le prime competizioni europee come la Coppa dei Campioni, la cui prima edizione nel 1958 mette di fronte tutte le migliori squadre sia del blocco NATO che del Patto di Varsavia.

La competitività delle squadre sovietiche viene pian piano raggiunta anche da quelle occidentali, in particolare da quelle italiane, che tra anni Sessanta e Ottanta spesso e volentieri portano a casa il trofeo, contribuendo ulteriormente al successo del basket del nostro Paese.

Dall’altra parte dell’oceano invece nel 1946 nasce la BAA (Basket Association of America), che nel 1949 cambia nome in NBA. La lega Americana diventa immediatamente la più celebre al mondo, sia per la popolarità dei giocatori che per l’impatto economico e sociale.

La NBA è così fondamentale che proprio da sue innovazioni nascono cambiamenti alle regole originarie che rendono il basket molto più simile a quello che si gioca tuttora. Novità come la regola dei 24 secondi per il possesso vengono infatti introdotte prima negli Stati Uniti e poi inserite nel regolamento da parte della FIBA.

Negli anni Sessanta arriva la prima grande era del basket NBA, che coincide anche con l’integrazione completa dei giocatori di colore. Campionissimi come Wilt Chamberlain o Bill Russell contribuiscono ulteriormente alla diffusione della pallacanestro nella comunità afro-americana, che diventa una fondamentale fucina di talenti.

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Bill Russell con la canotta numero 6 dei mitici Boston!

La fusione tra ABA e NBA

Nel 1967 nasce addirittura la ABA, una lega che parte come competitor della NBA. Il suo stile di gioco più aggressivo e alcune innovazioni come le schiacciate e il tiro da tre punti, oltre alla presenza di cestisti eccezionale come Julius “Doctor J” Erving affascinano gli appassionati, ma la potenza economica dell’ABA e la sua esposizione mediatica non raggiungono mai livelli tali da minacciare la NBA.

La cosa più logica è dunque unire le due leghe, con alcune delle franchigie ABA che passano nel campionato.

La NBA però apprezza il cambio di marcia che la federazione rivale ha dato al gioco e comincia a implementare sia lo stile di gioco che le regole ABA nelle sue partite, costringendo infine anche la FIBA ad accettare la grande novità del tiro da tre punti.

Doctor J con la canotta di Phila!

A partire dagli anni Ottanta, complice la diffusione sempre maggiore del basket in televisione, sia la NBA che la pallacanestro europea hanno avuto grandissimo successo e molti giocatori del Vecchio Continente hanno cominciato a essere scelti nel Draft NBA, facendo il percorso inverso ai tanti americani che venivano a giocare dall’altra parte dell’Atlantico.

La Lega più amata

La possibilità per gli USA di schierare per la prima volta atleti professionisti ai Giochi Olimpici di Barcellona 1992 è lo spot perfetto per il basket mondiale. Le stelle made in USA (Michael Jordan. Larry Bird. Magic Johnson) affrontano quelle europee (Petrovic, Kukoc, Sabonis) in una festa per la pallacanestro di tutto il pianeta.

Da lì in poi, con l’impatto della rete e delle comunicazioni mondiali, il basket si è preso un posto di rilievo assoluto tra gli sport praticati ovunque, con l’arrivo di nuove realtà (come quelle africane, asiatiche o sudamericane) ad alzare ulteriormente il livello della competizione.

Patrick Ewing e Karl Malone contro la Germania a Barcellona 1992!

Ormai le differenze tra quello che veniva definito “basket europeo” e quello praticato in NBA vanno costantemente affievolendosi.

Gli americani, anche grazie alla presenza nella loro lega di stelle come Nowitzki o Doncic, ottima opzione come MVP della stagione per le scommesse NBA, hanno pian piano imparato ad apprezzare il gioco più tattico e cadenzato del Vecchio Continente. Dall’altra parte, le squadre europee hanno preso alcune delle caratteristiche del basket statunitense applicandole alla loro maniera.

Insomma, da quando il professore Naismith ha appeso un cesto per le pesche e ci ha cominciato a tirare un pallone dentro sono passati appena 130 anni. Ma è stato abbastanza affinché il basket potesse prendere il possesso del mondo e…schiacciare!                                                     

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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