Dura la vita del figlio d’arte, soprattutto quando è complicato emulare mamma o papà. Nel calcio ci sono molti che lo sanno bene. C’è chi fa anche meglio, come Paolo Maldini, che riesce nell’impresa di fare meglio di Cesare, che ha sollevato la prima Coppa dei Campioni della storia milanista.

La categoria dei figli d'arte

Obiettivo USA 2026

Il passaggio obbligato al Paris

Valore del trasferimento iniziale: 10 milioni

La categoria dei figli d'arte

Ma anche chi fallisce miseramente, per impossibilità palese di arrivare a certi livelli. Jordi Cruijff era certamente un discreto calciatore, ma da qui poter anche pensare di avvicinare papà Johan ce ne passava. Un problema, al punto che, per evitare paragoni, c’è chi cambia ruolo come Filip Stankovic, che giocando in porta non può certamente essere messo a confronto con Dejan. Logico dunque chiedersi in quale… categoria inserire Timothy Weah.

Di certo non tra quelli che cambiano ruolo, perché il classe 2000 con passaporto americano (è nato a New York) ha deciso di continuare con la tradizione di famiglia e fa l’attaccante. Pur sapendo di avere una montagna da scalare in quanto a aspettative, perché papà George è un mito del calcio africano e mondiale.

Primo calciatore non europeo a vincere il Pallone d’Oro (1995), tre volte calciatore africano dell’anno, capocannoniere della Champions League, vincitore di due campionati di Serie A e di una Ligue 1, eletto calciatore africano del XX secolo e candidato al Dream Team del Pallone d’Oro.

E poi, come se non bastasse questo, anche prima senatore e poi presidente della sua Liberia, di cui ovviamente è massimo marcatore e giocatore con più presenze, con tanto di ultima partita giocata a 52 anni. Insomma, come termine di paragone non esattamente tra i più semplici.

Obiettivo USA 2026

Di certo Timothy potrà fare di più con la nazionale, considerando che gli Stati Uniti hanno molte più possibilità di fare bene rispetto alla Liberia nelle competizioni internazionali. Per il resto, la cosa si fa complicata. Ma il ragazzino non ha alcuna voglia di mollare senza averci provato. E a 22 anni appena compiuti si sta facendo decisamente rispettare ed è nella rosa del Lille che sta sorprendentemente guidando il campionato francese davanti a una corazzata come il PSG.

Una stagione eccezionale, a cui Weah junior sta contribuendo con i suoi gol, 3 in 20 presenze alla prima pubblicazione di questo contenuto. Che possono sembrare pochi, ma non se si considera che Christophe Galtier, tecnico dei transalpini, lo utilizza spesso come super-sub, alla Muriel o Felipe Caicedo, insomma!

Timothy Weah con la maglia della nazionale statunitense!

I numeri veri sono quelli dell’Europa League, in cui nelle ultime tre partite è stato titolare: e infatti sono arrivate due reti, che non hanno impedito però all’Ajax di eliminare i francesi dall’Europa League, in una doppia sfida che valeva sicuramente qualcosa in più di una mera qualificazione agli ottavi. Forse per il Lille una benedizione, visto che mai come quest’anno il campionato è un obiettivo alla portata per le quote Ligue 1.

Il passaggio obbligato al Paris

E vincerlo sarebbe una grande rivincita nei confronti del Paris Saint-Germain, che in lui non ha mai creduto veramente. Quando Weah junior è arrivato in Europa, dopo un passaggio alla Academy dei New York Red Bulls, il passaggio al Parco dei Principi è stato… quasi obbligato. Del resto è lì che papà George si è rivelato al mondo dopo ottime stagioni al Monaco.

Video tratto dalla pagina ufficiale di YouTube della U.S. Soccer

E sembrava che la strada fosse spianata per il giovane Timothy, che ha avuto modo di esordire con la prima squadra e anche di segnare un gol nella vittoria della Supercoppa di Francia nell’agosto 2018. Poi però, dopo la prima rete anche in Ligue 1, di spazio ce n’è stato sempre meno. Dunque il club lo ha spedito in prestito in Scozia, al Celtic Glasgow.

Da quelle parti arrivano presenze e gol, ma anche un problema… diplomatico.

Calza Nike il predestinato, a differenza di papà, famoso anche per le scarpini rossi Diadora!

Valore del trasferimento iniziale: 10 milioni

Weah chiede al club di saltare la finale di coppa di Scozia contro gli Hearts perché è stato convocato dall’Under-20 statunitense per i Mondiali di categoria. Il Celtic accetta ma gli rescinde il contratto di prestito. E al ritorno in Francia, il PSG lo cede a titolo definitivo al Lille per 10 milioni.

Una cifra che però il club dell’Alta Francia potrebbe riprendersi con gli interessi, nel caso qualcuno decidesse di puntare su Weah. Del resto, pur non essendo in campo poi troppo simile a papà George, fisicamente dominante, Timothy ha dimostrato di avere numeri importanti e caratteristiche in grado di permettergli di brillare ad alti livelli. Pur non essendo un colosso (1,85 m per 75 kg) l’attaccante del Lille è sia veloce che forte fisicamente.

E poi è particolarmente duttile, considerando che Galtier lo schiera indifferentemente sia da centravanti che da esterno del suo 4-1-4-1: Timothy sarà sicuramente protagonista anche delle coppe europee 2021 per le quote Champions League. Il che lo rende utilissimo anche come attaccante laterale o trequartista per squadre che utilizzano il 4-3-3 o il 4-2-3-1.

Il millennial nato a New York ha un contratto fino al 2024 e, secondo il sito specializzato transfermarkt un valore attuale leggermente diminuito.

Un jolly, insomma, anche per la nazionale statunitense, a cui (come dimostra il caso della lite con il Celtic) Weah tiene molto. Al punto di aver rifiutato non solo la possibilità di giocare con la Liberia, ma anche quella di entrare nelle giovanili della Francia. Una scelta simile a quella di King George, che all’epoca ha preferito la nazionale del suo Paese a quella transalpina. Peccato che non sia riuscito a convincere suo figlio a fare lo stesso neanche... da presidente della Repubblica!

Le immagini dell'articolo, entrambe distribuite da AP Photo, sono di Michel Spingler e Sergei Grits. Prima pubblicazione 2 marzo 2021.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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