Una delle lamentele più frequenti che riguardano il mondo del calcio negli ultimi decenni è quella che il gioco è diventato troppo tattico, lasciando poco spazio all'immaginazione dei calciatori.

E anche l'allenamento dei giovanissimi nei primi anni di attività sembra aver seguito questo percorso, creando molti giocatori che sanno interpretare alla perfezione il ruolo che gli viene attribuito, ma a cui spesso si dice che manchino…i fondamentali.

La guida del pallone

Il passaggio e lo stop

Il tiro in porta

La tecnica de portiere

Cosa si intende per fondamentali del calcio? Si tratta di gesti che sono alla base stessa del gioco, che possono, anzi devono essere migliorati attraverso l'allenamento costante e che non sono innati come il senso della posizione o una visione di gioco particolarmente illuminata.

La guida del pallone

Impossibile non partire dal controllo e dalla conduzione del pallone. Del resto, un calciatore che non sa correre con la palla al piede non è poi così utile per i suoi compagni di squadra.

Dunque, chi vuole avere un futuro nel calcio deve imparare a gestire il pallone, a tenerlo sempre alla giusta distanza dal piede, per evitare sia di sbatterci contro che di farsela rubare da un avversario dai riflessi rapidi. Il controllo del pallone è stato fondamentale soprattutto nei primi decenni di storia del calcio, quando il modo di giocare più diffuso era quello del dribbling game all'inglese, in cui si prendeva il possesso della sfera e si cercava di superare il più avversari possibile prima di calciare in porta.

Con lo sviluppo del gioco di passaggio e con il calcio di posizione, essere capaci di non perdere mai il pallone non è comunque passato di moda. Non per niente, come insegnava il grande Nils Liedholm, se il pallone ce l’ha una squadra, di certo non ce lo può avere quella avversaria. 

Il Barone Nils Liedholm con il Cavalier Berlusconi!

Il passaggio e lo stop

Quando però non si può più andare avanti nel campo senza incontrare troppi avversari per superarli tutti, che cosa si fa? Molto semplice, si passa il pallone, possibilmente a un compagno libero. Di modi di passare ce ne sono molti, a partire dal semplice tocco a pochi metri, fino ad arrivare al lancio che taglia completamente il campo, prendendo di sorpresa la squadra avversaria.

E considerando anche il modo di passare il pallone, ovvero la parte del piede con cui lo si fa, le possibilità sono tantissime. Il passaggio di interno è quello che permette il maggior controllo sui giri del pallone, mentre il lancio di collo pieno è quello che punta sulla potenza, a volte a scapito della precisione.

Gli assistmen più talentuosi sono in grado di spedire un compagno in porta con un colpo di tacco o con un'apertura illuminante di esterno che taglia la difesa avversaria, mentre i migliori registi sono quelli che sanno dosare il passaggio a seconda di quello di cui ha bisogno la squadra, alternando un gioco breve a improvvise verticalizzazioni.

Luis Alberto, Re dei passaggi!

I passaggi, però, bisogna anche saperli ricevere. E non è poi così scontato che tutti quanti i calciatori siano in grado di stoppare il pallone in maniera soddisfacente. Anzi, nel corso dei decenni uno stop fatto con tutti i crismi è spesso stato il segnale che la tecnica individuale di questo o quel calciatore è più alta di quella dei compagni di squadra.

Allo stesso modo, un giocatore che ha difficoltà a bloccare la sfera quando gli viene passata è considerato a un livello inferiore per quanto riguarda le capacità puramente tecniche.

I migliori, poi, sono quelli che invece di fermare la corsa del pallone e ripartire sono in grado di fare un movimento così fluido che lo stop e la corsa diventano totalmente indistinguibili. In questo caso si parla di stop a seguire, in cui il tocco sul pallone è talmente preciso da permettere al calciatore di continuare a correre mantenendo il ritmo e allo stesso tempo cominciando la fase di conduzione della sfera.

Il tiro in porta

Poi, quando il dribbling o il passaggio hanno ottenuto il loro risultato, arriva il momento clou: quello del tiro in porta. In apparenza sembra facile, c’è un bersaglio di oltre 7 m di lunghezza e quasi due e mezzo di altezza, perché bisognerebbe avere delle capacità particolari per tirare?

In primis perché di solito tra i pali c'è un portiere, il cui mestiere è esattamente quello di impedire che il pallone finisca in rete. E poi perché non è detto che si abbia sempre la miglior visuale o una traiettoria libera da avversari.

Bale calcia a rete!

Dunque, una buona capacità di mettere il pallone dove si vuole e di colpirlo con parti del piede (meglio ancora se i piedi con cui si calcia bene sono due) diverse non può che essere un punto a favore del calciatore, anche per realizzare un gol decisivo per le scommesse sportive!

Oltre alla precisione nel calcio, però, conta anche la potenza, perché in teoria si può tirare da qualsiasi parte del campo, ma se un pallone non è calciato con abbastanza forza da farlo finire in porta, forse è il caso di evitare di regalare il pallone all’avversario…

La tecnica de portiere

Finora, tutti i fondamentali del calcio hanno a che fare con i piedi, ma ce ne sono un paio che invece si riferiscono all'utilizzo di altre parti del corpo per trattare il pallore, come nel caso del fallo laterale. Il primo è il colpo di testa, di solito il modo più efficace per passare la sfera o tirare in porta quando il pallone si trova a una certa altezza.

Naturalmente il calciatore non deve solamente allenare la sua capacità di direzionare il pallone dove vuole con la testa, ma anche la fase di stacco e di volo, fondamentali affinché nei contrasti aerei si possa avere con costanza la meglio sull’avversario. Un qualcosa che serve sia in fase offensiva che in quella difensiva, quando un buon colpitore di testa è il miglior calciatore possibile per intercettare i palloni alti spediti in area di rigore. 

Alisson, il portiere più forte del mondo!

L'altra parte del corpo che ha fondamentale tutto suo sono le mani, con la piccola differenza che solamente il portiere le può utilizzare. Ovviamente, un estremo difensore fa sempre comodo se ha i piedi buoni e sa stoppare e calciare un pallone, ma a lui quello che viene richiesto è che sappia parare.

Anche per gli interventi del portiere ci sono parecchie differenze e ognuno ha il suo stile. Di base, però, l'importante è che chi difende i pali della sua squadra sia in grado di intercettare il pallone diretto in rete e possibilmente anche di bloccarlo.

Certo che per le scommesse calcio oggi quando una porta è difesa da Alisson, meglio non puntare sugli avversari!

Ed ecco anche perché serve un preparatore specifico per i portieri: i fondamentali valgono per tutti, ma non a tutti serve ogni fondamentale…
 

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo 

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Articoli Correlati

L'instant team nel calcio

26 in rosa

Frappart e le altre

L'agenzia Raiola

Il DG nel calcio