Ovunque si vada nel mondo, il nome di Giorgio Armani significa “Italia”. Lo stilista e imprenditore nato a Piacenza nel 1934 è uno degli elementi di spicco del Made In Italy.

La sua azienda, fondata nel 1975 a Milano, da quasi cinquant’anni si occupa di moda, design e lusso, producendo capi di abbigliamento, accessori, occhiali, complementi d’arredo, orologi, profumi e tantissimi altri prodotti, la cui qualità è garantita dal marchio di fabbrica Armani.

Quanto vale il patrimonio Armani

Gli investimenti diversificati di Armani

La sinergia con Sheva e l'EA7

L'Olimpia Milano nell'era Armani

Quanto vale il patrimonio Armani

Un marchio che nel corso dei decenni ha dato vita ad altre etichette (come quella Emporio Armani 7) che hanno ampliato gli interessi e gli introiti del gruppo che fa capo a Re Giorgio.

Introiti che sono altissimi, considerando che nella sua lista costantemente aggiornata dei Paperoni Forbes ha inserito Giorgio Armani al numero 2, dopo gli eredi di Leonardo Del Vecchio, degli uomini più ricchi d’Italia.

Per l’imprenditore piacentino c’è un patrimonio netto di 6,8 miliardi di dollari, secondo solo a quello di Giovanni Ferrero. La maggior parte dei guadagni arriva ovviamente dalla Giorgio Armani, che nel 2019 ha fatto registrare un fatturato di oltre 2 miliardi di dollari e che ha oltre 6000 dipendenti sparsi in tutto il mondo.

Gli investimenti diversificati di Armani

Ma non è di certo il mercato del lusso l’unico interesse di Armani, che ha anche parecchie partecipazioni e collaborazioni in altri settori. 

Basterebbe pensare che la sua collaborazione con Emaar Properties, l’azienda proprietaria del Burj Khalifa di Dubai, ha portato all’apertura di diversi alberghi, bar, ristoranti e discoteche griffati Armani nelle metropoli più alla moda del mondo.

Inoltre, Armani è stato coinvolto nella costruzione o nel design di alcune residenze di lusso in diversi paesi, come l’Art Residence di Chengdu, in Cina, o le Maçka Residences di Istanbul, i cui interni sono stati curati dalla divisione Armani Casa dell’azienda.

Guardando alla distribuzione, dai tempi della nascita del Palazzo Armani a Milano (e si parla del 1981), le sedi in cui acquistare prodotti della maison si sono moltiplicate esponenzialmente. Al momento attuale il Gruppo Armani è presente in oltre 40 paesi con più di 2000 punti vendita, che comprendono quattro multi-concept store, diversi outlet e oltre 60 boutique.

La sinergia con Sheva e l'EA7

Insomma, un vero e proprio impero, che è anche entrato di prepotenza nel mondo dello sport. Emporio Armani 7, per tutti semplicemente EA7, è la linea sportiva del gruppo e quel 7 è dedicato addirittura ad Andriy Shevchenko.

Armani e l’ex calciatore ucraino sono grandi amici e sono anche soci in affari, ma non è certo questo l’unico legame con lo sport per un imprenditore sempre favorito per le quote basket con il suo quintetto.

Basta infatti aver assistito agli ultimi Giochi Olimpici per sapere che le divise degli Azzurri che hanno partecipato ai Giochi sono disegnate da Armani come sponsor tecnico sia del CONI che del Comitato Paralimpico. Senza contare che EA7 è comparso come marchio anche sulle divise del Napoli di cui è diventato sponsor tecnico nella stagione 2021. 

Osimhen con la maglia firmata EA7!

Ma ovviamente il legame più importante tra Giorgio Armani e lo sport resta la proprietà della gloriosa Olimpia Milano, che infatti è nota anche come EA7 Olimpia. I problemi economici seguiti alla presidenza Corbelli hanno portato le celebri Scarpette Rosse a rischiare la cessione dei diritti societari.

L'Olimpia Milano nell'era Armani

C’è voluto un interesse del comune e delle maggiori aziende milanesi per scongiurare questa eventualità e alla fine ci pensa proprio Armani, nel 2004, a dare una mano all’Olimpia, con la sponsorizzazione da parte di Armani Jeans.

Alcuni anni dopo, nel 2008, il Gruppo Armani acquista tutte le quote della società, comprese quelle di Milan e Inter, che storicamente avevano sempre avuto una partecipazione nell’Olimpia. Dunque, da semplice sponsor Armani è diventato patron della leggendaria squadra milanese, creando abbastanza rapidamente i presupposti per il ritorno ad altissimi livelli della compagine meneghina.

L'Olimpia nell'amichevole contro i Boston!

Un'immagine dell'amichevole contro Boston, vinta, per le scommesse NBA, dai Celtics con un divario di oltre 30 punti!

L’era Armani ha infatti portato a Milano quattro dei 29 titoli di Campione d’Italia in bacheca (2013-14, 2015-16, 2017-18, 2021-22), altrettante Coppe Italia (2016, 2017, 2021, 2022) e Supercoppe Italiane (2016, 2017, 2018, 2020).

Il cruccio, finora, è quello di non aver ancora riportato l’Olimpia a vincere in Europa, qualcosa che non accade da ormai trent’anni. Non che Armani però non ci abbia messo parecchie disponibilità per provare a farlo.

L’Olimpia ha il monte ingaggi più alto della Serie A, con alcuni giocatori che sono entrati addirittura nella top 10 dei più pagati di tutta l’Eurolega: Rodriguez, Melli e Delaney sono tutti e tre accreditati di un accordo con la società che garantisce loro 1,6 milioni di dollari a stagione.

E da quanto spiega Calcio e Finanza, da quando Armani è proprietario ha perso quasi 20 milioni (18,7) nei bilanci dell’Olimpia, che per parecchi anni sono stati in attivo, ma di recente hanno subito, come tutti, il peso della crisi sanitaria e geopolitica. Ma non per questo, le Scarpette Rosse sono meno competitive. Anzi, con l’aiuto di Re Giorgio..vogliono riprendersi il trono continentale!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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