Il 14 settembre 1980, il campionato italiano riaprì le frontiere accogliendo ben 11 calciatori provenienti da Federazioni estere. Il loro rendimento fu direttamente proporzionale al valore economico speso, tanto che l’anno successivo quasi tutti i club di Serie A si presentarono con uno straniero in squadra; nel 1981-82, l’unico calciatore straniero a essere “tagliato” fu il brasiliano Eneas del Bologna, prima scambiato con Herbert Neumann dell’Udinese, poi ceduto dai friulani al Palmeiras poche settimane dopo.

Tra le cinque società che nella stagione precedente avevano resistito all’acquisto esotico, tre questa volta cedono alla tentazione, il Brescia - retrocesso - non può schierare giocatori provenienti da federazioni estere, l’unico club che resta senza straniero è il Cagliari allenato da Paolo Carosi.

Dopo Danuello, Fortunato e Neumann, raccontiamo altre tre storie straordinarie che ci fotografano strumenti completamente diversi rispetto all'attento processo di scouting attuale! 

François Zahoui

Ascoli, Catanzaro e Como presentano tre giocatori che non lasceranno mai il segno. Nel capoluogo piceno arriva l’ivoriano François Zahoui, pagato dieci milioni di euro. Il presidente Rozzi lo scova in un torneo giovanile di Marsiglia: gioca nella squadra africana Stella Club di Abidjan, è un attaccante rapido e promettente: ha appena vent’anni, lavora in una fabbrica di bottiglie di vetro. Il club marchigiano per giocare gli offre un contratto al minimo sindacale, e per lui è già un successo.

Ma una volta arrivato ad Ascoli, la simpatia e l’entusiasmo del giocatore non fanno breccia su Carletto Mazzone che lo manda in campo soltanto otto volte in tutto il campionato. Il suo esordio arriva il 28 ottobre 1981, a Firenze: il tecnico lo fa entrare nell’ultimo quarto d’ora per cercare di mantenere il prezioso pareggio.

“De Ponti era l'unico in avanti e nel finale, svolgeva compiti di copertura lasciando a Zahoui la parte del guastatore - scriverà l’indomani l’inviato de La Stampa Bruno Bernardi - Il negretto della Costa d'Avorio si faceva pescare sempre in fuorigioco, ma pare che fosse nei piani di Mazzone questo atteggiamento per perdere tempo. E' proprio vero che ormai i tecnici le studiano tutte”. Nel campionato successivo Zahoui colleziona altre tre presenze, prima di sposare una nuova avventura in Francia.

Viorel Nastase

Il Catanzaro la stessa estate scelse Viorel Nastase. La storia del primo giocatore rumeno approdato in Italia vale la pena di essere raccontata, somiglia a quelle di tanti altri sportivi dell’Europa dell’Est che - durante la guerra fredda - hanno conquistato la propria libertà al di là del Muro.

Viorel è un predestinato, a sedici anni gioca già nella prima divisione rumena con la maglia del Progresul. Il ragazzino si mette in luce, tanto che l’anno successivo si trasferisce allo Steaua Bucarest, squadra del dittatore Nicolae Ceaușescu: per ovvie ragioni, la formazione è destinata a vincere, almeno in Romania. E quando si presenta in Europa, quanto meno ci prova. Accadrà - in maniera trionfale e del tutto inaspettato per le scommesse calcio - nel 1986, in Coppa dei Campioni, contro il Barcellona.

Ma siamo ancora nella stagione 1971-1972, l’avversario è lo stesso, la competizione è diversa; Barcellona e Steaua Bucarest si affrontano in coppa delle Coppa; i catalani hanno scelto per la panchina il santone olandese Rinus Michels, al Nou Camp non è ancora tempo di Johann Cruijff, ma ci arriveremo.

Questa è la notte di Viorel Nastase, che con un gol decide la partita di andata contro i catalani. Vittoria di misura, la qualificazione è ancora in bilico, e quando nella sfida di ritorno il Barcellona trova il vantaggio con Juan Manuel Asensi, per la formazione del regime sembra finita. Ma a questo punto entra in scena ancora Nastase che realizza una doppietta nel giro di sette minuti, ribaltando il risultato.

La Romania gli va stretta, Nastase è un uomo libero imprigionato in una rete dorata: è l’idolo di Ceaușescu, che non intende lasciarlo andare per nessuna ragione al mondo. Ma l’attaccante trova il guizzo vincente nell’estate del 1979; nel primo turno di Coppa delle Coppe, il sorteggio ha indirizzato la squadra rumena a Berna, contro lo Young Boys: quando il dirigente dello Steaua - prima della partita - fa l’appello sul pullman della squadra, Nastase non risponde.

E’ fuggito via, ed è il suo dribbling più bello. Riapparirà un anno dopo, al Monaco 1860, al fianco di un giovanissimo Rudy Voeller.

Nastase arrivò in Italia a 28 anni, consumato da una voglia di libertà sfogata con tutti gli eccessi del caso, dopo la repressione degli anni giovanili della dittatura; a Catanzaro - nelle tre stagioni in cui vestì la maglia giallorossa - non fece mai la differenza mettendo insieme la miseria di tre gol, uno per stagione ed un ricordo indelebile del gol qualificazione al San Paolo in Coppa Italia.

Concluse la sua esperienza calabrese ciondolando, tra un bar e un night club: una notte - stanato dal suo allenatore Bruno Pace - pensò bene di invitarlo al suo tavolo e offrirgli da bere qualcosa di forte, come la sua voglia di libertà. “Mister, per me whisky con ghiaccio!”.

Dieter Mirnegg

Dieter Mirnegg è il difensore che il Como sceglie per affrontare il campionato. Più che giocare a calcio, è uno sciatore provetto. L’Udinese lo prende in prova per disputare il Torneo di Capodanno, disputato per consentire alla Nazionale italiana di partecipare al Mundialito organizzato per il Centenario della Federazione uruguaiana: Mirnegg fa una gran figura, segna una doppietta alla Juventus; il torneo lo vince clamorosamente l’Ascoli che in finale batte la Juve per due a uno.

Durante il calcio mercato estivo tuttavia è il Como a gettarsi senza remore sul difensore austriaco Mirnegg, ma i soldi versati al Duisburg non sono ben spesi: gioca soltanto undici partite, il Como scivola in Serie B.

In totale, i volti nuovi nella seconda stagione del calcio senza frontiere sono otto: la metà delle formazioni della Serie A ha in rosa un nuovo straniero; il Milan si presenta con lo squalo Joe Jordan: il soprannome deriva dalla dentatura, il centravanti ha perso i due incisivi superiori, e quando gioca, si toglie la protesi. Senza denti, l’attaccante non morde: i rossoneri retrocedono.

Il Milan miglior difesa del campionato per le scommesse Serie A si gioca @quota 10!

Il Cesena trova il contropiedista austriaco Walter Schachner, grazie ai suoi 9 gol porterà i romagnoli alla salvezza. L’Udinese - dopo aver ceduto Neumann al Bologna, acquista il difensore brasiliano Orlando Pereira: ha 31 anni, è il suo ultimo anno di carriera, viene in vacanza nel Bel Paese.

La scelta della neopromossa Genoa ricade sul belga René Vandereycken che ripaga la fiducia dei dirigenti. Questi i pionieri di inizio anni ’80: poi arriva Platini, e per oltre un decennio il campionato italiano sarà di gran lusso, sarà ostriche e champagne.

*L'immagine di apertura dell'articolo è di Carlo Fumagalli (AP Photo).

Sull'autore
Di
simone pieretti

Giornalista, scrittore, innamorato di futbol. Scrive per trasmettere emozioni e alimentare sogni. Il calcio è una scienza imperfetta: è arte, è musica, è poesia. E' un viaggio nel tempo che ci fa tornare bambini ogni qual volta diamo un calcio a un pallone.

 

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