Come ormai consuetudine, nella lotta per le posizioni Champions (e perché no, per lo Scudetto, con un pizzico di continuità ed attenzione difensiva in più) c’è anche l’Atalanta. E continuare a parlare di “miracolo” comincia a essere parecchio ingeneroso per la società nerazzurra. La continuità raggiunta nelle ultime stagioni è segnale non di un evento che rasenta l’impossibilità e che difficilmente si rappresenterà, ma di un lavoro costante e che porta i suoi frutti.

Il podio degli ingaggi a Bergamo

I nerazzurri che guadagnano 1,5 milioni

Gli stipendi da 1 milione a Zingonia

Quanti calciatori da rinnovare

Lo stipendio di Matteo Pessina

Le parole giuste dovrebbero essere “capolavoro di programmazione”, perché nessuno come l’Atalanta riesce a trovare calciatori adatti al progetto sportivo di Gasperini, giustamente il più pagato nell'Azienda Atalanta, rivendendoli a peso d’oro e soprattutto sostituendoli con nuovi arrivi sempre funzionali, che non fanno rimpiangere chi se n’è andato. Non sorprende dunque né che la Dea abbia ben pochi problemi di bilancio, né tanto meno che il monte ingaggi societario sia sorprendentemente basso.

Del resto, è la specialità della casa: prendere giovani più o meno sconosciuti, pagare poco sia il cartellino che lo stipendio e vederli esplodere…

Il podio degli ingaggi a Bergamo

La dimostrazione di questo modo di fare calcio la dà la lista dei calciatori più pagati della rosa, che comincia con uno dei pochi nomi che ha fatto il processo inverso, passando da una big alla Dea.

Il Paperone nerazzurro è infatti Merih Demiral: il turco guadagnerà 2 milioni di euro netti fino a giugno 2022, quando bisognerà discutere il suo riscatto, fissato a 25 milioni. Ma visto quanto accaduto con Romero nella scorsa stagione, facile immaginare che l’affare si sarà. Dietro al difensore c’è il trio delle meraviglie dell’attacco di Gasperini: Josip Ilicic, Luis Muriel e Duván Zapata.

Zapata devastante contro lo United!

Le storie dei tre sono sorprendentemente simili: tutti hanno avuto esperienze in squadre di ottimo livello, ma sono finiti a Bergamo per reinventare la loro carriera. E ci sono riusciti in pieno, visto che sono diventati fondamentali per le fortune della Dea.

Le uniche differenze sono nella durata dei contratti: lo sloveno è in scadenza nel 2022, mentre i due colombiani, sempre in testa alla griglia attaccanti in campionato sono legati al club fino al 2023. Inutile dire che la Dea dovrà cominciare a parlare di rinnovi…e di adeguamenti.

I nerazzurri che guadagnano 1,5 milioni

A 1,5 milioni di euro a stagione ci sono due degli arrivi più recenti. L’olandese Teun Koopmeiners, cercato da tantissime squadre, alla fine ha accettato la sfida offerta dall’Atalanta, che gli ha fatto firmare un contratto fino al 2025. La stessa cifra la guadagna il russo Aleksey Miranchuk, uno che Messi qualche anno fa aveva indicato come uno dei maggiori giovani talenti europei. Certo, a 26 anni difficile che esploda, ma ha tempo fino al 2024 per farlo con l’Atalanta.

Di poco inferiore lo stipendio dell’altro grande acquisto della scorsa estate, l’argentino Juan Musso. L’ex portiere dell’Udinese si è preso i pali dell’Atalanta e si è legato al club orobico fino al 2025 per uno stipendio annuale di 1,3 milioni di euro.

L'affidabile portiere argentino Musso!

Stessa identica situazione per Davide Zappacosta, che dopo l’esperienza non entusiasmante al Chelsea e qualche prestito, ha abbracciato il progetto Atalanta con un quadriennale a 1,3 milioni.

Gli stipendi da 1 milione a Zingonia

Una delle cifre chiave della gestione della Dea, però, è un milione di euro. Questo l’ingaggio netto stagionale di alcuni dei grandi protagonisti degli ultimi anni dell’Atalanta. A partire da capitan Rafael Tolói, diventato prima indispensabile e poi addirittura leader e campione d’Europa. L’italo-brasiliano ha un contratto fino al 2023, esattamente come Ruslan Malinovskiy. Sia per il difensore che per il trequartista ucraino, la necessità è quella di rinnovare al più presto, per non rischiare di perderli.

Toloi in gol a San Siro!

Più tranquilla la situazione degli altri che guadagnano un milione a stagione. Come Marten de Roon, ormai idolo del pubblico e non solo di quello di fede nerazzurra. Il centrocampista olandese si è legato all’Atalanta fino al 2024, mentre il croato Mario Pasalic, primo centrocampista a mettere a segno una tripletta in A per le quote scommesse calcio dai tempi di Kakà e il danese Joakim Maehle hanno un accordo ancora più a lungo termine, visto che i loro contratti scadono entrambi nel 2025.

Quanti calciatori da rinnovare

Altra cifra che definire fondamentale è poco è 800mila euro, lo stipendio annuale della vecchie guarda, quella composta da calciatori praticamente scoperti dal nulla dall’Atalanta, che quindi hanno accettato contratti che ora come ora sono molto bassi per il valore dei giocatori e per l’apporto alla causa.

Come José Luis Palomino, pescato dai bulgari del Ludogorets e ormai colonna difensiva della Dea. L’argentino però rappresenta un problema a breve termine, visto che il suo contratto scade nel giugno 2022. Discorso identico anche per Remo Freuler, che è a Bergamo addirittura dal 2016 ma che potrebbe voler lasciare l’Atalanta a zero per trovare un ingaggio importante in una big.

L'esultanza di Remo Freuler

Ma le preoccupazioni non finiscono qui.

Anzi, valgono anche per Berat Djimsiti, arrivato gratis dallo Zurigo e scopertosi difensore goleador. L’albanese ha un contratto fino al 2023, esattamente come il duo di esterni di centrocampo composto da Robin Gosens e Hans Hateboer. È evidente che la dirigenza orobica si trova a un bivio: se non dovesse trovare un accordo, naturalmente anche abbastanza al rialzo, con i calciatori con ingaggio basso e scadenza prossima la spina dorsale della squadra di Gasperini rischia seriamente di salutare in blocco…

Lo stipendio di Matteo Pessina

Ancora più in basso nella scala degli stipendi altri calciatori che variano dai comprimari, alle promesse, fino…a un campione d’Europa. Della prima categoria fanno certamente parte Marco Sportiello e Giuseppe Pezzella. Il secondo portiere guadagna 600mila euro, ma è in scadenza di contratto con la società bergamasca. Il difensore è invece in prestito dal Parma e il suo contratto parla di 350mila euro fino a giugno 2022, quando a seconda delle presenze fatte registrare si capirà se per lui ci sarà solo il diritto di riscatto o addirittura l’obbligo.

Tra le promesse ci sono invece Matteo Lovato e  Roberto Piccoli. Il difensore, arrivato in estate dal Verona, è considerato uno dei migliori giovani nel suo ruolo e si è trasferito a Bergamo firmando un contratto da 500mila euro netti a stagione fino al 2025. Il centravanti, che in estate sembrava in procinto di lasciare la Dea in prestito, si accontenta invece di 300mila euro.

Pessina dopo una rete decisiva in Champions

E infine…c’è Matteo Pessina. Il tuttocampista, campione da sfavoriti per le scommesse italiane con gli Azzurri in quel di Wembley, è certamente il meno pagato dei calciatori che hanno vinto il titolo continentale. Per lui contratto da 400mila euro a stagione fino al 2025. E va bene che la scadenza è ancora lontana, ma magari un adeguamento per il ventiquattrenne potrebbe anche scapparci…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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