L'Italia non è mai stata una nazione in grado di produrre tantissimi campioni in uno sport come il tennis, sia per tradizione sia per investimenti nelle strutture. Tuttavia dagli anni '70 in poi, ossia in piena era Open e a partire dall'istituzione della classifica a punti ufficiale dell' ATP, sono stati vari i tennisti azzurri capaci di farsi notare per uno o più exploit a livello internazionale. Andiamo a vedere quali sono stati i migliori tennisti italiani della storia.

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Pietrangeli, il capostipite dei tennisti italiani


Nato nel 1933 a Tunisi, Nicola Pietrangeli sarebbe stato il primo tennista italiano a far parlare di sé. Per molti si tratta del più grande tennista tricolore di sempre, visti anche i suoi trionfi di rilievo come i due Roland Garros vinti di seguito nel 1959 e nel 1960, oltre all'impresa sfiorata nella semifinale di Wimbledon 1960 quando perse solo al quinto set con il fenomenale Rod Laver.

Dotato di un talento fuori dal comune ma conosciuto anche come un uomo che amasse godersi la vita, è stato lui il capitano dell'Italia che nel 1976 si aggiudicò la Coppa Davis in Cile contro i padroni di casa sudamericani nonostante la nostra rappresentanza non partisse con i favori delle scommesse e quote per il tennis, soprattutto quelle per il vincitore finale del torneo.

Da giocatore ottenne dei successi mai più ripetuti dai migliori tennisti italiani. Il pioniere assoluto al quale è inoltre stato intitolato il vecchio campo centrale del Foro Italico di Roma è stato uno dei grandi tennisti della sua epoca, spiccando tra i favoriti delle scommesse dell'epoca soprattutto per quanto riguarda i tornei su terra rossa, come il torneo romano, nel quale si impose in due occasioni.

Panatta, il vincitore

Se si parla di tennis in Italia, il nome di Adriano Panatta è sicuramente il più altisonante. Si tratta, infatti, dell'unico italiano ad aver vinto un torneo del Grande Slam in era Open. Il suo trionfo al Roland Garros nell'edizione del 1976, lo stesso anno nel quale si proclamò campione del mondo con la nazionale italiana in Coppa Davis, è stato senza dubbio la ciliegina sulla torta di un tennista eccezionale che con il suo gioco rese l'Italia una delle grandi potenze del tennis mondiale relativamente alle scommesse sulla Coppa Davis, entrando di diritto nel novero dei migliori tennisti italiani di sempre.
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Nel video, gli scambi finali del Roland Garros del 1976, Panatta-Solomon.

A suo agio principalmente sulla terra rossa, il terreno preferito da quasi tutti gli italiani e sul quale i pronostici delle quote delle scommesse sugli azzurri sono spesso a favore, il romano avrebbe ottenuto un buon risultato a Wimbledon 1979, quando arrivò ai quarti di finale. 

Come personaggio del tennis italiano, Panatta è stato unico sia per lo stile tecnico di gioco sia per il carisma, tratto che lo avrebbero poi fatto anche capitano di un'Italia che nella seconda metà degli anni '90 avrebbe ottenuto buonissimi risultati in quella Coppa Davis a lui tanto cara e mai più alzata al cielo dagli azzurri dopo la vittoria di Santiago del Cile. 
 

Le imprese di Barazzutti


Un altro grande protagonista della vittoria della Coppa Davis del 1976 fu Corrado Barazzutti, nato ad Udine nel 1953 e ancora giovanissimo all'epoca del memorabile successo. Dotato di grande velocità nei colpi e di un'energia straripante, il friulano fu fondamentale nella vittoria finale grazie al vantaggio ottenuto nel primo match della finalissima di Santiago per 3 set a 1 contro il padrone di casa Jaime Fillol. 

In seguito, Barazzutti si sarebbe distinto come uno dei migliori tennisti italiani di sempre realizzando grandi cavalcate come al Roland Garros e agli US Open, tornei nei quali arrivò in semifinale. Sebbene non abbia vinto nessun Grande Slam, il friulano è stato l'unico italiano ad essersi spinto così avanti in questo tipo di tornei, il che gli conferisce una distinzione non da poco.

Negli annali rimarrà la finale raggiunta nel 1977 a Montecarlo, uno dei tornei più prestigiosi al di là degli Slam, nella quale perse con onore contro uno straripante Bjorn Borg. Il suo ruolo da capitano della nazionale femminile nella Fed Cup lo ha visto trionfare in ben quattro occasioni dal 2009 al 2013, un record assoluto a questi livelli. Dal suo esempio sono emersi altri tennisti di rilievo in Italia, nonostante il ricambio generazione abbia tardato ad arrivare.

 

Gaudenzi, classe assoluta tra i migliori

Nella foto Andrea Gaudenzi
 

Uno dei migliori tennisti italiani in assoluto è stato Andrea Gaudenzi, nato a Faenza nel 1973 ed esploso a metà degli anni '90, quando a parte gli esempi di Camporese e Cané non vi erano altri esponenti di un certo livello del tennis nostrano. Il romagnolo fu senza dubbio una delle grandi sorprese di quell'epoca, arrivando anche al numero 18 della classifica mondiale attraverso una serie di prestazioni di livello assoluto contro i migliori giocatori del momento ma anche dei tennisti italiani. Campione del mondo juniors del Roland Garros e degli US Open, fu da subito riconosciuto per il suo stile di gioco virtuoso e bello da vedere e spiccò da subito come uno dei giovani tennisti italiani e tra i più indicati a vincere i tornei giovanili dalle quote delle
 

Nel video, Gaudenzi sfida Sampras ai French Open del 2002
Una delle sue più grandi imprese è stata senza dubbio quella di aver portato l'Italia in finale di Coppa Davis del 1998, quando dovette ritirarsi durante un incontro cruciale contro Magnus Norman al quinto set per uno strappo al tendine della spalla quando il punteggio era di 6-6 al quinto set. 

Indimenticabile poi il match di Parigi nel 2002 contro Pete Sampras quando al primo turno il faentino riuscì a battere l'ex numero 1 del mondo in uno dei suoi migliori match di sempre. In quell'occasione sarebbe stato poi battuto nei turni successivi dal futuro campione del Roland Garros 2002 Albert Costa.

Vincitore di solamente tre tornei ATP, Gaudenzi si è sempre distinto per il suo attaccamento alla maglia dell'Italia, difesa con onore in Coppa Davis, trofeo dove ha portato a casa grandi vittorie per il tennis italiano: ricordiamo su tutte quella sul francese Pioline nel 1996 e quella in doppio insieme a Diego Nargiso contro la Russia nello stesso anno. 
 

Fognini, talento puro
Il talento di Fognini!

Negli ultimi anni, tuttavia, sembra essersi mosso qualcosa nel tennis all'italiana, con un nuovo movimento di talenti capitanato da Fabio Fognini, tennista nato a Sanremo nel 1987 e diventato professionista nel 2002. Dotato di un talento puro che lo rende uno dei tennisti italiani e internazionali più forti sulla terra rossa e una scelta sicura per chi segue le scommesse sul tennis, si è imposto tardi nei grandi palcoscenici, vincendo infatti il torneo di Montecarlo, il più prestigioso del suo palmarés, solamente nel 2019, ossia a 32 anni.



Nel video, alcuni dei migliori colpi di Fognini nel 2018

I suoi colpi, però, riflettono il talento puro e assoluto di un campione che è arrivato al numero 7 della classifica del doppio e al numero 9 del ranking in singolare. Il suo miglior piazzamento ottenuto in un torneo del Grande Slam sono i quarti al Roland Garros. La carriera di Fognini si è distinta per le grandi soddisfazioni in doppio insieme al compatriota Simone Bolelli, con il quale ha vinto ben tre tornei ATP tra cui spicca l'Australian Open del 2015, l'unico torneo del Grande Slam che ha visto trionfare dei rappresentati italiani nell'era Open.

Non è sbagliato affermare, dunque, che la coppia Fognini - Bolelli sia una garanzia per coloro che amano puntare sulle scommesse relative al doppio nel tennis mondiale.

 

Berrettini, la speranza del futuro


Nato negli anni '90, il tennista del presente e del futuro dell'Italia è sicuramente Matteo Berrettini, protagonista di una serie di exploit negli ultimi mesi confermati anche dalla sua costante presenza tra i favoriti secondo le scommesse sportive di 888 sport per i tornei del Master. 

Nato a Roma nel 1996, Berrettini è stato l'ultimo azzurro ad approdare alle semifinali di un torneo del Grande Slam, più esattamente lo US Open del 2019, oltre che l'ultimo italiano a qualificarsi al torneo delle finali del Master dell'anno scorso dopo aver raggiunto in extremis l'ottavo posto del ranking ATP, traguardo mai raggiunto nemmeno da Fognini e diventando di fatto il miglior tennista italiano della stagione. 

L'anno scorso si è imposto tra i migliori giovani tennisti in circolazione ed è riuscito anche a portare a casa una vittoria insperata nelle Finals contro il più quotato Dominic Thiem, ottenendo così un trionfo mai raggiunto da nessun altro italiano.

Dall'alto dei suoi 1,96 metri di altezza per 95 kg, il tennista romano fa della potenza e della tecnica i suoi punti di forza, il che lo rende un giocatore sul quale si può puntare per il numero di ace, vista la capacità al servizio, come testimoniano i 200 km orari raggiunti con questo colpo. Con Sinner, la speranza dell'Italia per il futuro è senza dubbio lui, che punterà presto a sorprendere in Coppa Davis e anche alle Olimpiadi dell'anno prossimo.
 
Il tennis italiano, sebbene non abbia la visibilità del calcio o di altri sport, guarda dunque con fiducia al futuro dopo un passato fatto di pochi ma eccellenti atleti che hanno onorato il tricolore nel mondo. 

*Le immagini dell'articolo, tutte distribuite da AP Photo, sono, in ordine di pubblicazione di Files, Martin Gnedt ed Andy Brownbill.

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